Tra le cose di casa.
Per essere creativi bisogna essere disordinati.


Un disordine di quelli puliti, dove si trova tutto, senza ricordare dove è.

Albert Einstein: “Dal disordine e dalla confusione cercate di tirare fuori la semplicità.”

Oggi faccio ordine, si dice, è un giorno di pioggia.
Spunta da un cassetto un sacchettino di carta.
Un lungo nastro in pizzo fuxia, con volumi e anse che forse non si vedono più, i ricordi antichi affiorano,
accanto alla modernità di un Brand senza tempo.

Mia madre, Givenchy.

Bella, regale, austera, da togliere il fiato.
Sarebbe uscita con papà, a teatro.

Tra le mani un pizzo di Givenchy. Un’amicizia bellissima legata da un nastro fuxia.

Cercate di tirare fuori la semplicità: i ricami protagonisti.
Con pazienza meticolosa la matita inizia a tratteggiare su tela, ad arrotondare piccoli boccioli e ramage.
Una rete sottile unisce, una sfumatura evidenzia.

Il quadro prende forma.
Su di un guanto appoggia un volto di donna appena accennato, lo sguardo penetra,
la bocca intuisce.
Amato cappello, nero, magistralmente taglia, definisce.

Il bianco dello sfondo accompagna un composto disordine.

Ed è Omaggio a Givenchy, eleganza senza tempo.

Omaggio a Givenchy
50×50 – Acrilico, materico e carboncino su tela
Agosto 2021